Le profonde conseguenze dell’innovazione esigono che i tecnologi abbiano un quadro etico e sociale per riflettere sulle implicazioni delle stesse tecnologie su cui lavorano. Ma come si può stabilire quale progresso è etico? E quali sono le sfide poste dalla tecnologia etica?

Le nuove tecnologie, come abbiamo visto in questo articolo, possono portare con sé anche grandi dilemmi etici. Il motivo che sta alla base è questo: più passa il tempo, più le nuove tecnologie sviluppano capacità avanzate. E che necessitano quindi di sempre nuove regolamentazioni.

I consumatori di tutto il mondo continuano a chiedere innovazione. Oggi, in risposta alle crescenti paure basate sulla tecnologia, il requisito che i marchi utilizzino la tecnologia in modo etico e responsabile è sempre più un imperativo.

Tutto ciò apre la porta a nuove sfide etiche. Come, ad esempio, determinare se sia giusto o meno modificare il genoma umano. O ancora: è giusto programmare auto a guida automatica che imitano la nostra morale?

Potremmo scrivere un articolo con migliaia di domande etiche che cercano ancora una risposta, che riguardano l’Intelligenza Artificiale, la realtà virtuale, le scoperte mediche e l’internet Of Things. Ma c’è una domanda più grande e forse più importante. Una domanda su cui non stiamo forse spendendo abbastanza tempo per trovare una risposta. Chi arriva a stabilire qual è la risposta giusta alle tante domande di tecnologia etica?

Cerchiamo di capirne di più.

Tecnologia etica: le sfide

In campo di tecnologia etica ci sono alcune sfide molto importanti che vale la pena di considerare.

1. Equilibrio tra etica e innovazione. Il nostro processo legislativo è molto lento. E lo è perché è progettato per garantire che ogni nuova legge sia vagliata attentamente, prima dell’eventuale approvazione. Allo stesso modo spesso occorrono anni, se non decenni, di ricerca scientifica per sviscerare un argomento.

Se ogni impresa tecnologia dovesse aspettare che gli scienziati prendano una decisione etica, l’innovazione si arresterebbe. Dobbiamo quindi trovare un modo per bilanciare velocità e completezza di informazioni, anche per la tecnologia etica.

2. Il sottile equilibrio del potere. Un’altra importante sfida riguarda la bilancia del potere. Se una classe di persone, o un paese, dovesse avere accesso a una tecnologia estremamente potente o avanzata, si potrebbe rischiare di avere seri problemi di disuguaglianza.

Se un’autorità potesse prendere decisioni etiche sulla tecnologia, quelle decisioni potrebbero ingiustamente operare a suo favore. A spese di tutti gli altri elementi coinvolti.

3. Prendere decisioni ponderate. L’etica è soggettiva. Ma questo non significa che debba essere basata su una reazione istintiva, o sui nostri sentimenti relativamente ad un determinato argomento. In altre parole: le decisioni etiche possono essere prese solo da chi è ben istruito in materia.

A tal proposito è molto interessante la recente creazione di un Centro per l’etica e l’innovazione dei dati da parte del Governo Britannico. La creazione di questo centro dimostra che le sfide etiche poste dalle tecnologie digitali richiedono soluzioni basate su politiche e normative ben precise. Ma di cosa si occuperà? Il Centro consiglierà il Governo su come il Regno Unito può massimizzare i benefici delle tecnologie abilitate ai dati, compresa l’intelligenza artificiale.

A tal proposito ti interesserà approfondire leggendo il nostro articolo -> L’importanza dell’etica dell’intelligenza artificiale.

Kriti Sharma, uno dei membri del consiglio di amministrazione appena nominati dal CDEI, ha commentato che il CDEI “svolgerà un ruolo chiave nel garantire un ambiente che supporti l’innovazione etica e posizioni il Regno Unito come leader mondiale nello sviluppo dell’intelligenza artificiale”. 

4. L’etica abbraccia più settori. È importante considerare le conseguenze in diversi campi come una tra le sfide più importanti. I campi interessati possono essere la salute e la psicologia umana, la salvaguardia del nostro pianeta, la centralità dell’uomo ecc.

 

Tecnologia etica: come stabilire cosa è etico?

Dopo aver visto quali sono i livelli di complessità, cerchiamo quindi di capire chi può prendere decisioni in tema di tecnologia etica.

Il punto cruciale è questo: anziché designare un’autorità che prenda una “decisione etica”, dovremmo orientare i nostri sforzi a rendere tali decisioni più facili da affrontare e alla portata di tutti.

Questi sono 3 modi per farlo:

  1. Capire le conseguenze.

Chi opera nel campo delle nuove tecnologie deve aver chiare tutte le conseguenze che la loro applicazione può portare. Le sigarette, per esempio, sono state fumate per decenni prima che ci rendessimo conto delle loro vere conseguenze sulla salute.

Allineare l’etica con l’innovazione richiede sia competenze tecniche importanti, sia la capacità di affrontare questioni morali. Pensiamo, ad esempio, al sistema discriminatorio di riconoscimento di immagini, come abbiamo citato in questo articolo. Questo come si traduce? In un cambiamento nel modo in cui organizziamo le nostre comunità scientifiche.

Se lo sviluppo di tecnologie etiche deve essere sostenibile, deve essere anche interdisciplinare. E quindi riunire sotto uno stesso tetto etici, scienziati sociali e ingegneri di dati. Solo così si sarà in grado di prevedere tutte le possibili conseguenze dell’impatto delle tecnologie.

2. Informare il pubblico.

Il pubblico deve essere il primo ad essere informato sulle novità in campo tecnologico, e sulle tecnologie che sta utilizzando. Questo gli permetterà di decidere autonomamente se utilizzare o meno una determinata tecnologia.

L’informazione al pubblico è anche necessaria per incoraggiarlo a intraprendere azioni collettive quando necessario, come la richiesta di modifiche legali. Ad esempio, il Future of Life Institute è stato in gran parte fondato per promuovere l’educazione pubblica sui problemi della sicurezza dell’intelligenza artificiale e sul potenziale impatto di armi tecnologicamente avanzate.

Un’altra organizzazione di innovazione sociale che vale la pena citare è Beacon. Beacon sta per “Better Ethics and Consumer Outcomes Network” ed è stata fondata da Joe Toscano, autore di libri ed ex designer pluripremiato di Google. Dopo diversi anni nella Silicon Valley Joe ha deciso di allontanarsi, per creare questa organizzazione no-profit.

Cosa fa Beacon? Si impegna a mettere in connessione il pubblico con ciò che sta accadendo nel settore tecnologico. Fornisce inoltre approfondimenti rivolti ai politici, utili a definire i limiti etici della tecnologia. Beacon crea anche prodotti che soddisfino la domanda dei consumatori per ottenere un impatto sociale positivo.

Alcuni leader tecnologici si accontentano del giudizio dei giuristi per definire i limiti etici della tecnologia. Joe Toscano ha invece un approccio olistico. La definizione dei limiti etici della tecnologia ha infatti molti fattori da considerare come, ad esempio gli effetti:

  • sul consumatore
  • sulle piccole imprese
  • sulla comunità locale e globale
  • sulla Big Tech

3. Dedicare risorse

C’è sicuramente bisogno che le aziende formino le proprie risorse interne ed esterne, al fine di migliorare la comprensione delle tecnologie utilizzate.

Ad esempio, il progetto AI di Google DeepMind ha una propria scheda etica dedicata, che lavora per mantenere il sistema operativo all’interno di standard etici. I board etici dovrebbero essere integrati nella maggior parte delle aziende tecnologiche. E non solo per una formazione interna. È importante infatti che anche le terze parti siano a conoscenza di come vengono utilizzati i loro dati.

In conclusione

L’etica in campo tecnologico non deve essere vista come un posto di blocco, ma piuttosto come il fondamento che consente all’innovazione di prosperare.

Per troppo tempo l’etica è stata vista da molti come separata dal lavoro quotidiano della scienza dei dati e della ricerca sull’intelligenza artificiale. Con l’aumentare del ritmo dei cambiamenti tecnologici, la posta in gioco per la società diventa più alta.

È in questo contesto che accogliamo con favore gli sforzi intrapresi per esempio dal governo britannico di regolamentare la tecnologia etica. Nonché le altre iniziative che abbiamo citato in questo articolo. La scienza dei dati e l’intelligenza artificiale devono continuare a crescere con lo spirito dell’innovazione e dell’etica.

Solo adottando questo approccio la società prospererà davvero nell’era digitale.

Questo articolo è stato scritto da:

Gaia Gasparetto

Digital Strategist, Namu srl

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