Intelligenza Artificiale nel 2017

Il 2017 è stato un anno determinante per il settore dell’Intelligenza Artificiale (AI).

L’accumulo di scoperte scientifiche, sussurri accademici e occasionali conversazioni politiche sono esplose nella coscienza pubblica. Improvvisamente in tutto il mondo si è iniziato a parlare di intelligenza artificiale e di come influenzerà la società. Lavoro, guerra, sanità, produzione cinematografica, persino arte e musica: nessuna area sembra esserne immune.

Nel complesso per il settore dell’ Intelligenza Artificiale nel 2017 ci sono stati tre risultati molto importanti.

1 – L’ Intelligenza Artificiale nel 2017 è AlphaGo Zero che insegna a sé stesso

AlphaGo Zero si basa sul AlphaGo, un software per il gioco del Go sviluppato da DeepMind nel 2014. AlphaGo è stato allenato a giocare attraverso un database di centinaia di migliaia di video di umani che giocavano a Go. Generalmente questo metodo di allenamento è indicativo del livello che l’AI ha raggiunto finora, perchè estremamente intensivo di dati che dipendono in larga misura dall’essere umano che “allena” il programma.

AlphaGo Zero, tuttavia, ha tentato di andare oltre tale dipendenza, facendo sì che il programma insegnasse a se stesso come giocare a Go. Il supporto umano era minimo e, secondo le stesse parole di Google, il programma “impara a giocare semplicemente giocando contro se stesso, partendo da un gioco completamente casuale” (dopo avere imparato da solo a giocare a scacchi, ha superato il programma Stockfish senza perdere una sola volta in cento partite – leggi qui).

Questo è un importante passo avanti nel campo dell’AI per due motivi:

  1. innanzitutto, come sottolineato da Demis Hassabis, amministratore delegato di Deep Mind, significa che gli sviluppi futuri nel settore non devono più essere vincolati dai limiti della conoscenza umana o dalla qualità dei dati disponibili per la formazione.
  2. in secondo luogo, l’eccessiva dipendenza dai dati per alimentare gli sviluppi dell’AI, ha concentrato sempre di più la ricerca su una manciata di grandi aziende tecnologiche: Google, Apple, Amazon, Baidu e Alibaba.
    AlphaGo Zero, rendendo i potenziali progressi meno dipendenti dall’accesso ai dati, potrebbe rendere la ricerca più estesa.

2 – Economia e politica, l’ Intelligenza Artificiale nel 2017 diventa tema hot in tutto il mondo

Il 2017 è stato anche l’anno in cui i Paesi di tutto il mondo hanno iniziato a mettere l’AI al centro dei loro piani e misure politiche future.

La Cina ha lanciato un piano per trasformarsi in una superpotenza dell’AI entro il 2030; il presidente russo Vladimir Putin ha osservato che “chiunque diventerà il leader in questa sfera, diventerà il governante del mondo” e l’India ha istituito una propria Task Force per studiare i possibili effetti dell’AI su vari settori economici e sociali.

Accanto a ciò, gli effetti militari dell’AI sono stati riconosciuti come una questione di crescente rilevanza per la comunità internazionale. A Novembre l’ONU ha tenuto il primo round di colloqui formali sulla questione dei sistemi letali di armi autonome, armi che possono, teoricamente, comportarsi in modo indipendente dal controllo umano. Ulteriori colloqui su questo tema sono stati programmati per febbraio e marzo 2018.

3 – L’Hype diventa coscienza: la realtà sull’AI

Un aspetto interessante del 2017 è stato il cambio di rotta dalla precedente euforia (spesso confusa poiché non basata su informazioni corrette) sulle capacità dell’Intelligenza Artificiale.

Un numero crescente di ricercatori e sviluppatori ha iniziato a sottolineare che nonostante i significativi progressi tecnologici degli ultimi anni, l’Intelligenza Artificiale non sia così intelligente come è stato ampiamente riportato e presunto. Infatti attualmente “l’AI non è più intelligente di un topo”.

Storicamente il settore dell’AI ha avuto numerose fasi di crescita e di contrazione.
L’attuale fase di crescita ha avuto inizio nel 2012 con la pubblicazione di una serie di articoli, secondo i quali l’idea teorica del Deep Learning era finalmente attuabile. Tuttavia solo nel 2017 un numero crescente di accademici e ricercatori ha iniziato a sostenere che gli attuali progressi in materia siano di fatto saliti, segnalando la possibilità di un nuovo ciclo di espansione.

Nel 2018 è necessario parlare di AI entro i contorni della realtà della tecnologia e delle sue capacità attuali.
Una presa di coscienza sui possibili vantaggi e svantaggi dell’AI non può essere intrapresa sotto una nuvola di Hype: niente “robot assassini” e nessuna visione di un futuro dominato dai robot. Per questo è anche necessario superare l’idea che l’intelligenza artificiale sia un rimpiazzo per gli umani e iniziare un dialogo più profondo sulla sua efficacia come strumento nelle mani degli umani.

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Questo articolo è stato scritto da:

Erika Buzzo

Digital Strategist, Namu srl

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