La creatività è sempre vista come un prodotto della mente umana. Ma ora l’ai – intelligenza artificiale sta facendo il suo ingresso nel mondo dell’arte, della moda e del design. Ecco quali sono alcune delle applicazioni dell’intelligenza artificiale in campo creativo e quali vantaggi portano.

ai - intelligenza artificiale

Fin dall’apparizione nel  2001 di HAL di Odissea nello spazio, l’idea di un computer che potesse pensare da solo sembrava impossibile. Nel film, com’è noto, HAL 9000 è un computer particolare perché dotato di sentimenti e di una “psiche” instabile e malata. A psycothic computer, come scrisse il regista.

Ma oggi le cose sono molto cambiate. Oggi possiamo osservare “un computer mentre dipinge un nuovo Rembrandt” o, ancora, ascoltare “composizioni musicali realizzate con la semplice pressione di un pulsante”. Ed è tutto vero!

Un team di sviluppatori nei Paesi Bassi ha infatti riprodotto un dipinto originale di Rembrandt utilizzando un software che ha replicato con precisione lo stile del maestro olandese. Per farlo gli esperti hanno utilizzato delle scansioni 3D per digitalizzare 346 suoi dipinti. I dati sono serviti per alimentare un algoritmo di deep learning che, sulla base dell’ai – intelligenza artificiale, ha creato l’esatta riproduzione del dipinto. The Next Rembrandt il nome dell’innovativo progetto (vi consigliamo di dare un’occhiata al sito per ammirare – o per sorprendervi! – la precisione dell’esecuzione).

Il cervello umano, quindi, non è più l’unico luogo in cui possono verificarsi processi creativi. Anche se la questione è molto dibattuta: è possibile considerare le opere digitali come vera creatività? Del resto il Rembrandt prodotto dall’ai – intelligenza artificiale è in realtà un mash-up digitale di dipinti esistenti del grande maestro, piuttosto che un nuovo dipinto con una propria firma.

L’automazione nel settore del design

Quel che è certo è che stiamo vivendo un cambiamento – o addirittura una rivoluzione – nei processi coinvolti nell’arte e nel design. E se un algoritmo è in grado di progettare, comporre e scrivere libri, questo è destinato anche a cambiare il lavoro svolto nelle professioni creative. A tal proposito ti potrebbe interessare approfondire l’argomento con il nostro articolo: Innovability: innovare per migliorare il mondo.

In un’intervista al magazine t3n, il designer di Berlino Andreas Läufer ha dichiarato di non condivide la paura dei suoi colleghi per il design dell’ai – intelligenza artificiale: “Perché non possiamo essere contenti del tempo che possiamo risparmiare grazie a programmi come i software di stampa 3D? Non è più divertente sviluppare concetti che generano emozioni piuttosto che passare il tempo a provare 50 stili di font diversi?” L’amministratore delegato di Apple Tim Cook ha espresso lo stesso concetto, dicendo che il design AI consentirà ai creativi di concentrarsi sul loro vero lavoro.

Come l’ai – intelligenza artificiale può quindi supportare veramente il settore del design?

  • Fornendo assistenza ai progettisti attraverso sistemi software
  • Stimolando le capacità dei designer
  • Studiando e analizzando come lavorano i designer e come migliorare il flusso di lavoro
  • Guidando i progettisti su come applicare le tecniche dell’intelligenza artificiale per risolvere i problemi di progettazione.

Ai – intelligenza artificiale e Fashion design

L’uso dell’ai – intelligenza artificiale nella moda è esploso negli ultimi anni. Vari servizi online utilizzano l’intelligenza artificiale per interrogare l’Internet o vari dati sui social media per suggerire nuovi outfit che potrebbero incontrare il gusto degli utenti.

Il magazine Mit Technology Review racconta che la finalità degli operatori del settore fashion è arrivare a sostituire stilisti e designer umani con algoritmi di Intelligenza Artificiale. Questi potranno imparare stili, mode, modelli, per replicarli.

Del resto è proprio di questi giorni in cui scriviamo la notizia della prima collezione di abiti co-creata dall’intelligenza artificiale di uno ai - intelligenza artificialesmartphone, il nuovo HUAWEI P30 PRO, e da una stilista, Anna Yang, Creative Director del brand Annakiki. Il progetto«Fashion Flair» dimostra come la tecnologia combinata alla creatività umana sia in grado di dare vita addirittura a una collezione di moda originale.

Isabella Lazzini, Marketing & Retail Director Huawei CBG Italia, ha dichiarato: «Fornendo i parametri base per la realizzazione di un abito, come colore, lunghezza, volume e texture, l’Intelligenza Artificiale è ora in grado di fornire uno spunto creativo ai designer da cui partire per poi realizzare le loro creazioni. La tecnologia e gli smartphone sono parte delle nostre vite, perché quindi non farli diventare un’ulteriore fonte di ispirazione? Noi, con il progetto “Fashion Flair” ci siamo riusciti e ne siamo entusiasti».

Altri brand ci forniscono esempi dell’applicazione dell’intelligenza artificiale nel settore del fashion design, come Tommy Hilfiger che collabora con IBM e FIT per utilizzare l’intelligenza artificiale nell’identificazione delle tendenze in tempo reale.

O ancora Amazon che ha creato anche un proprio designer di IA, capace di generare nuovi capi. La multinazionale ha infatti sviluppato, nei suoi laboratori di San Francisco, un software che impara un particolare stile di moda attraverso le immagini per poi generare, da zero, nuovi oggetti con stili e caratteristiche simili.

Questo progetto, spiegano i ricercatori, utilizza uno strumento chiamato Generative Adversarial Network, o più comunemente GAN. Parliamo di una piattaforma basata su due reti neurali che operano in tandem per apprendere dai dati. Il GAN ​​“apprende” le proprietà di uno stile particolare semplicemente guardando molti esempi e può quindi applicare lo stile a un nuovo elemento di abbigliamento. I GAN, sviluppati da un ricercatore del team Google Brain, sono oggi un tema caldo nell’applicazione del Machine Learning.

Le prospettive di sviluppo dell’ai – intelligenza artificiale

Per capire il profondo cambiamento che sta avvenendo basti pensare che, secondo un nuovo rapporto dell’UN’s World Intellectual Property Organization, dal 2013 sono stati pubblicati oltre 170.000 brevetti AI in tutto il mondo, raggiungendo il 50% dei brevetti complessivi.

Come abbiamo visto in questo articolo, l’Intelligenza artificiale, nonostante sia una delle tecnologie abilitanti il cambiamento e uno dei motori della rapida trasformazione a cui assistiamo, non si propone di sostituire la persona, ma di supportarne le capacità e accelerare i tempi di risposta all’utente con nuove informazioni e approfondimenti.

Come ogni novità tecnologica, la diffusione e la pervasività dei sistemi di ai – intelligenza artificiale porterà con sé un cambiamento anche nei processi, persone, competenze e dinamiche organizzative.

Occorrerà affrontare di volta in volta le tematiche che le nuove tecnologie sottoporranno alla nostra attenzione siano esse di natura giuridica o etica, al fine di far emergere tutte le loro potenzialità di miglioramento della qualità della vita, del lavoro, dei servizi al cittadino e dei numerosi ambiti di applicazione che le aziende stanno sperimentando.

Gli orizzonti di applicazione sono vasti, sbalorditivi e tutti da approfondire. E noi non vediamo l’ora!

 

Questo articolo è stato scritto da:

Gaia Gasparetto

Digital Strategist, Namu srl

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