Facciamo un po’ di chiarezza su come l’Ai Intelligenza Artificiale stia supportando la ricerca in questa delicata fase di emergenza sanitaria, portando i casi di alcuni software in uso.

ai intelligenza artificiale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ll nuovo Coronavirus ha avuto un impatto su quasi tutti i paesi del mondo. Milioni di persone sono state contagiate, mentre i decessi causati da Covid-19 hanno recentemente superato i 280 mila. Governi, istituzioni scientifiche e società private utilizzano l’Ai Intelligenza Artificiale per trovare modi ottimali per affrontare la pandemia.

Oggi abbiamo deciso di affrontare questo argomento per fare un po’ di chiarezza sull’utilizzo dell’Ai Intelligenza Artificiale che in Namu, assieme ai meccanismi di machine learning, coniughiamo con l’esperienza umana per automatizzare e rendere più efficienti i processi di sales e marketing.

Alla ricerca della cura

L’uso dell’A.I. per trovare nuovi farmaci non è nuovo, come abbiamo già raccontato in questo nostro articolo. Da diversi anni ormai, le grandi aziende farmaceutiche collaborano con start-up e grandi distributori per una ricerca più rapida e ottimale della medicina desiderata. 

Non sorprende quindi che vari istituti di ricerca e aziende private abbiano intrapreso questo viaggio per trovare la cura per il Covid-19. 

Il primo passo in questa direzione è stato comprendere la struttura proteica del nuovo virus. L’ai intelligenza artificiale ha svolto un ruolo significativo in questo sforzo proponendo in tempi molto rapidi (sono ricerche che richiedono molti mesi di lavoro) una delle strutture, successivamente confermata dai ricercatori dell’Università del Texas. Un passo estremamente rilevante per la ricerca del vaccino e per la prevenzione della cura di milioni di persone.

La curiosità: il database dei risultati delle analisi che si stanno realizzando nei laboratori sparsi per il mondo, sono consultabili liberamente in questa piattaforma, nata per promuovere la collaborazione tra ricercatori in un momento di emergenza sanitaria.

Il prossimo passo sarà quello di identificare le sostanze attive che possono combattere il virus. Migliaia di articoli scientifici sono stati scritti sul Coronavirus, e ne esistono decine di migliaia che sono correlati a precedenti focolai e altri studi pertinenti. L’AI intelligenza artificiale sta aiutando ad analizzare la letteratura esistente, alla ricerca di elementi simili e relative correlazioni con il virus Covid-19.

Prevedere l’inizio e la fine di una pandemia

Restrizioni sociali difficili ma necessarie, sono state applicate in molti paesi. Differiscono da paese a paese e persino all’interno di un paese. Questi sforzi di distanziamento sociale e blocchi parziali hanno avuto un forte impatto sulla situazione economica in tutto il mondo. Le aziende soffrono una crisi economica senza precedenti, e l’incertezza mette a rischio la continuità aziendale.

Le domande sull’allentamento delle misure proposte sorgono sempre più frequentemente. Ma come facciamo a sapere quando finirà la pandemia e l’Intelligenza Artificiale può aiutarci a conoscere la risposta a questa domanda? O meglio, avremmo potuto sapere che la pandemia si stava avvicinando?

La risposta è sì. 

Il software che traccia il rischio di epidemie

Esistono diversi strumenti di intelligenza artificiale in grado di darci previsioni. L’esempio che vi portiamo oggi è il software canadese per il rischio di epidemie Bluedot, che quantifica il rischio di esposizione a malattie infettive a livello globale, rilevando focolai di oltre 150 diversi agenti patogeni e tossine, in tempo quasi reale. E, tra i vari processi in atto, scansiona oltre 100.000 fonti ufficiali e di mass media in 65 lingue al giorno.

Ebbene, Bluedot, già dal 31 dicembre 2019, emise un allarme: un giornale cinese aveva riportato 27 casi di una misteriosa malattia simil-influenzale a Wuhan, una città di 11 milioni. I segni erano minacciosi. Sette persone erano già in ospedale.

Dopo questa notizia il software, scansionando i dati dei biglietti da 4.000 aeroporti per calcolare le città a maggior rischio, verificò che in quella stessa data c’erano più di 800.000 viaggiatori che lasciavano Wuhan. Alcuni probabilmente portatori della malattia.

Potremmo non aver ascoltato un tale allarme in precedenza, ma potremmo sicuramente imparare a cambiare il nostro comportamento e prestare più attenzione a questi segnali in futuro.

La risposta alla prima domanda sembra essere più complicata, con molti fattori nei diversi paesi che contribuiscono alla complessità del problema.Le prime analisi approfondite dell’epidemia sono, ovviamente, in Cina, dove sono stati condotti studi in alternativa ai modelli epidemiologici, per determinare la lunghezza, le dimensioni e la fine dell’epidemia. E i risultati di tali studi sembrano avere successo.

Gli studi hanno previsto la fine dell’epidemia in Cina entro la fine di aprile. Ma prevedere lo stesso su scala globale, è ancora impegnativo. Il grado di incertezza è molto elevato e molti fattori sconosciuti potrebbero influire sulle previsioni.

Uso responsabile dell’AI Intelligenza Artificiale

In una situazione così difficile e straordinaria, abbiamo assistito a governi dichiarare emergenze nazionali ed esercitare più poteri del solito. Non sorprende che l’A.I. sia già stata utilizzata da molti governi per rallentare la pandemia.

Ma l’Intelligenza Artificiale per funzionare ha bisogno di dati, molti dati. Per ottenere tali dati, i governi stanno usando il riconoscimento facciale per identificare le persone che infrangono le misure di quarantena e la visione computerizzata per controllare le linee guida sul distanziamento sociale per le strade. E si è lavorato anche all’implementazione del monitoraggio dei luoghi in cui si trovano le persone utilizzando app, fitness tracker e provider di telecomunicazioni.

Per approfondire l’argomento ti consiglio di leggere l’articolo: Tecnologia etica, le sfide da affrontare e le azioni da compiere.

In Corea del Sud, per esempio, si utilizza l’app Corona 100m che traccia gli spostamenti in maniera tale da poter capire dove si sono mosse le persone contagiate, con chi sono entrate in contatto, che attività svolgevano. L’app traccia una varietà di dati (GPS, telecamere di sorveglianza, dati delle carte di credito) per seguire i movimenti di persone potenzialmente infette.

In Corea sono attivi anche i siti Coronamap.live e Coronaita. Un pulsante su Coronamap.live dice “Guarda se sono sicuro” e con un click mostra agli utenti se ci sono casi di Coronavirus noti nelle loro vicinanze.

Un altro esempio di utilizzo poco etico dell’Intelligenza Artificiale arriva da Bellevue, Washington, dove ai residenti viene chiesto di denunciare dentro un app coloro che violano l’ordine di “rimanere a casa”. Il residente entra nell’app, segnala il punto sulla mappa dove sta avvenendo una violazione, e la polizia potrà intervenire. 

Mentre questi potrebbero essere dei modi efficace per fermare la diffusione della pandemia durante questi tempi difficili, l’uso responsabile dell’AI Intelligenza Artificiale deve rimanere una priorità e il ritorno alle normali misure di privacy deve essere garantito. 

In conclusione

L’intelligenza artificiale è una delle tecnologie più influenti dei nostri giorni; e del resto è sempre più utilizzata dalle aziende per efficientare i propri processi e ampliare le proprie opportunità di business.

L’apprendimento automatico è uno strumento importante nella lotta all’attuale pandemia, nonché uno dei tanti esempi in cui l’AI Intelligenza Artificiale può rivelarsi benefica per l’umanità.

Scopri la tecnologia e soluzioni sviluppate da Namu integrando il meglio dell’intelligenza artificiale per i processi sales & marketing.

Questo articolo è stato scritto da: Gaia Gasparetto

Digital Marketing Specialist, Namu srl

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