Cosa c’è da aspettarsi dall’evoluzione dell’intelligenza artificiale nel 2020 fino al 2021? Aumento di posti di lavoro, riconoscimento facciale, personalizzazione dell’offerta e molto altro ancora. Vediamo assieme quali sono i principali.

l'intelligenza L’intelligenza artificiale è oggi uno dei principali argomenti che coinvolge tutti i settori. Negli anni abbiamo assistito a un aumento esponenziale del numero di piattaforme, applicazioni e strumenti basati sull’apprendimento automatico e sulle tecnologie di intelligenza artificiale. 

Un anno fa avevamo infatti individuato i 12 trend topic dell’intelligenza artificiale nel 2019, seguendone i continui mutamenti.

Analizzando i dati vediamo che oggi il 77% delle persone nel mondo usa già l’Intelligenza artificiale (e ci aspettiamo che il restante 23% inizierà a usarla presto). Le migliori multinazionali come Google, Facebook, Microsoft, Amazon, ecc. lavorano incessantemente per cercare tutte le possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale in diversi campi. E Adobe prevede addirittura che, entro il 2021, l’80% di tutte le tecnologie emergenti avrà alcune basi di intelligenza artificiale.

Ma quali sono i dati 2020 lato imprese? Secondo il Rapporto esecutivo e di ricerca sull’intelligenza artificiale del MIT SMR-BCG del 2019, nove aziende su dieci hanno già effettuato un investimento nell’intelligenza artificiale.

Cosa ci aspetta quindi il 2020? Sono diverse le tendenze dell’A.I. che gli amministratori aziendali dovranno seguire con molta attenzione.

1. Aumento di posti di lavoro per specialisti dell’Intelligenza Artificiale

Secondo il rapporto Future of Jobs 2018 del World Economic Forum (WEF) verranno creati 133 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2022. E Forbes ci fornisce un altro dato molto interessante: il totale dei posti di lavoro che richiedono competenze di intelligenza artificiale è cresciuto di 4,5 volte dal 2013. Stando anche ai dati riportati da LinkedIn, l’assunzione di professionisti dell’intelligenza artificiale di vari titoli è aumentata del 74% ogni anno negli ultimi quattro anni. Nel rapporto LinkedIn Emerging Jobs Italia 2019, la classifica dei 10 lavori più ricercati in Italia, inserisce al quarto posto l’Artificial Intelligence Specialist. Le cui principali competenze richieste sono:

  • Machine Learning
  • Computer Vision
  • Artificial Intelligence (AI)
  • Python (Programming Language)
  • Neural Networks

Tutte queste statistiche cosa ci dicono? Che c’è una nuova domanda nel mercato per i professionisti dell’A.I. e dell’apprendimento automatico (ML), che spingerà i professionisti IT emergenti a concentrarsi sull’intelligenza artificiale come principale corso di studio.

2. Una crescita di attenzione per la privacy

Parliamo in particolare di riconoscimento facciale, tecnologia che sta trovando solo negli ultimi anni una serie di campi di utilizzo.

Questa branca dell’Intelligenza Artificiale permette di identificare una persona con un indice di errore molto basso, tramite l’analisi biometrica e l’elaborazione digitale del viso.

Apro una breve parentesi su cosa sia l’analisi biometrica: si tratta di un sistema informatico che consente di identificare una persona in base ad alcune sue caratteristiche principali, fisiologiche e comportamentali. Alla base dei sistemi hardware per l’acquisizione dei dati, cui si integrano le componenti software che consentono, attraverso algoritmi matematici, di effettuare l’analisi dei dati e ricostruire l’identità di una persona e riconoscerla.

Dove potreste trovare questa tecnologia? In aeroporto, ad esempio. Ecco come si svolge all’aeroporto di Linate.

E qui arrivano i problemi di privacy, che nel 2020 potrebbero rischiare di aumentare. È proprio di poche settimane fa la notizia che Facebook ha accettato di pagare 550 milioni di dollari (circa 500 milioni di euro) per risolvere una Class Action sull’uso improprio del riconoscimento facciale nello Stato americano dell’Illinois. L’accusa alla società è appunto quella di aver raccolto dai biometrici per milioni di utenti senza il loro consenso.

Altre limitazioni arrivano dalle città. San Francisco è diventata la prima grande città a vietare l’uso della tecnologia di riconoscimento facciale da parte della polizia e dei comuni, e altri probabilmente seguiranno nel 2020.

Se vuoi approfondire questo argomento ti consiglio di leggere questo articolo: Che rapporto c’è tra tecnologia etica e valori morali?

3. L’attenzione si sposterà dal semplice avere l’intelligenza artificiale alla misurazione del suo impatto

Avere l’A.I. per “amore” dell’A.I. è ormai un sentimento passato. Le aziende hanno effettuato importanti investimenti, e il 2020 sarà l’anno in cui inizieranno a valutare se porteranno dei frutti.

Quando utilizzi l’A.I. nel modo giusto, generi valore e ROI per l’impresa. Questa è una premessa eccellente, tuttavia non è ancora stato raggiunto il pieno potenziale dell’A.I.“, afferma AJ Abdallat, CEO di Beyond Limits. Molti sistemi di intelligenza artificiale convenzionali sono semplicemente sistemi di apprendimento automatico, reti neurali.

Sono bravi a gestire grandi quantità di dati e l’obiettivo futuro è quello di sviluppare anche la capacità di navigare tra dati mancanti o incompleti.

4. Automazione dei trasporti

L’automotive sin dalle origini è un settore caratterizzato da continue evoluzioni. Oggi più che mai, è un mercato altamente complesso e concorrenziale per via dell’accelerazione data dalle innovazioni tecnologiche e da Internet.

In tutto questo la figura del cliente, che ha un ruolo chiave nell’era della digital trasformation, è diventata sempre più esigente ed attenta ai dettagli. Le scoperte tecnologiche hanno determinato grandi cambiamenti nella vita delle persone e di conseguenza sono cambiate anche le loro abitudini.

Il 2020 sarà un anno importante per la guida autonoma. Secondo lo studio Forecast Analysis: Autonomous Vehicle Net Additions, Internet of Things, Worldwide della società per azioni Gartner, entro il 2023 saranno in circolazione 745mila veicoli a guida autonoma in tutto il mondo.

L’auto del futuro sarà un data center su ruote basato su una ampia serie di componenti software.

Parliamo quindi di veicoli che utilizzano una combinazione di sensori, telecamere, radar e intelligenza artificiale (A.I.) per spostarsi tra diverse destinazioni senza necessità di un intervento umano.

5. Sempre più personalizzazione in tempo reale

Questa tendenza è già portata avanti dai giganti di Internet come Amazon e Google e dalla loro capacità di offrire esperienze e suggerimenti personalizzati.

L’intelligenza artificiale consente ai fornitori di beni e servizi di ottenere una panoramica completa sui clienti in tempo reale mentre interagiscono attraverso i propri portali online e app mobile, imparando rapidamente quali potrebbero essere i loro desideri e bisogni.

Proprio come le imprese di consegna di pizza a domicilio, che potrebbero imparare quando è più probabile che le persone desiderino la pizza, cliccando su “Ordina ora”, così ogni altro settore implementerà soluzioni volte a offrire esperienze personalizzate per i clienti su larga scala.

DealNow, per esempio, l’applicazione per la Sales Force Automation nata per potenziare le reti vendita, offre la possibilità di ottienere i feedback del cliente in un attimo. Utile per stimolare il rendimento della rete di vendita e premiare gli agenti commerciali migliori.

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In conclusione

L’intelligenza artificiale rimarrà al centro dell’attenzione della comunità IT per gli anni a venire. Si stima che entro il 2025 le funzionalità di intelligenza artificiale verranno incorporate in almeno il 90% delle nuove applicazioni aziendali.

Nel complesso, l’intelligenza artificiale ha la capacità di rimodellare e ridefinire il modo in cui viviamo e lavoriamo. La tendenza crescente che tutti dovremmo aspettarci è quella di vedere sempre più soluzioni abilitate all’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro.

Questi strumenti aiuteranno a creare nuove esperienze utente, ottenere risultati migliori e garantire il raggiungimento degli obiettivi in ​​modo tempestivo ed efficiente. Gli amministratori aziendali devono decidere se semplici strumenti di automazione controllati dall’attività umana sono la risposta ai loro problemi, o se richiederanno un mix di intelligenza artificiale e di altre tecnologie per ottenere una vera automazione intelligente e cognitiva.

Resta la scelta: la tua impresa può diventare leader nell’accogliere con successo i benefici derivanti da una digitalizzazione alimentata dall’intelligenza artificiale o rimanere ferma, senza compiere passi in avanti, a causa della paura del cambiamento.

Questo articolo è stato scritto da: Gaia Gasparetto

Digital marketing specialist, Namu srl

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